Visualizzazione post con etichetta Adrian. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Adrian. Mostra tutti i post

sabato 21 febbraio 2009

Adrian.

Imputridisco dentro. La polpa molle e marcia emana dolore. Le luci mi rincorrono come se fossero più lente di me, l'ente lento per eccellenza.
Non ho orologi, calendari, calcolatrici. La mia vita punta ad arrivare fino a domani senza precipitare in un punto da cui, di certo, non sarà più possibile tornare. Mi conformo allo spingersi il più vicino possibile all'orlo del precipizio senza mai cascare.
La riga rossa che ripasso con lo spray, vicino a questa lama di mattoni che separa due mezze città di merda, è la mia assicurazione per la vita. Io qui sono libero. Io qui sono.
Fuori sono un cadavere con le gambe, il cui ano viene scopato da padri di famiglia rispettabili, mi insultano e godono a un tempo. Le mie ossa consunte sbattono sul pube ingrassato di bavaresi dai baffi ridicoli.
La rota mi guida a passo felpato e dirige le mie azioni, rende possibile che io venda la mia bocca per qualche marco.
Ma io ho Lennè.